Don Milani

  
   

“COMUNITÀ DI SOLOGNO”
“Appena cominciano a trovarsi dei documenti in cui è dato di leggere il nome di Sologno, questa è una pertinenza di Piolo, di cui seguì le vicende fino a che venne in mano dei Fogliani. Da questi nel 1472, scuotendone il gioco (‘abiecta tyrannide’), passò al marchese d’Este (‘nostro dominio se submiserunt’) che con prodiga munificenza fu largo in privilegi, suddivi in 11 paragrafi, (…) ‘perché li detti homini se deno [ = dettero] senza colpo di spada.’
Dopo che fu annessa alla podesteria di Minozzo, ebbe l’onore di avere degli statuti particolari o, meglio, un capitolato per pascoli rimaneggiato varie volte, e per certo tempo (nel primo secolo del dominio estense), di custodire il sigillo della podesteria.
Subì essa pure (e quale Comunità non ne ebbe?) delle noie per controversie di pascoli, specie quando (gia’ lo vedemmo) un forte gruppo di banditi si erano arrogati il diritto di riservarsi ‘una bandita’ nel famoso Lavello; ma in confronto di altre, Sologno si trova al di sotto della media.

 

“LA CHIESA SAN MARTINO DI SOLOGNO”
La chiesa di San Martino compare solo nella visita Pallavicini del 1456. Si dice che l’antica chiesa parrocchiale si trovasse a circa mezzo chilometro dall’attuale e che rovinasse a causa di una frana. Una relazione del 1674 riporta come essa fosse una delle più belle chiese dell’alta montagna. La visita del Vescovo Picenardi del 1707 la descrive rivolta ad oriente con un unica navata e tre altari. La chiesa è stata ricostruita nel 1822 con tre navata in volto e cinque altari. Presente una facciata a capanna timpanata con portale riquadrato, coronato da frontespizio. Il campanile è concluso da una cella a monofore.

“PRIORIA DI S. MARTINO CONF. E PONT. IN SOLOGNO”
“Sebbene non dovesse mancare anche prima una cappella è nota tuttavia come chiesa curata per la prima volta nella I^ visita Pallavicini del 1456. Ne era rettore un Benedetto del luogo seguito nella serie da altri 17 parroci, dei quali gli ultimi 7 col titolo di priore, dopo l’elevazione del 1874.
La chiesa primitiva, che nel 1674 era descritta come una delle più belle fra le chiese di montagna, era posta a mezzo chilometro dall’attuale e appostata come un vecchio maniero sulla roccia. Ma venne travolta da uno scoscendimento. Nel 1822 fu fabbricata l’attuale, con 5 altari come l’altra, ma a tre navate (anziché ad una) ed in volta.”