La settima fatica di Ercole LE CAVALLE  DI DIOMEDE di Veronica Silvestri

Sulle rive del Mar Nero viveva un gigante di nome Diomede che possedeva cavalle di grande bellezza ma anche di grande ferocia, poichè si nutrivano di carne umana.

Il re Euristeo stabilì che la fatica che Ercole avrebbe dovuto affrontare, questa volta, sarebbe stata quella di catturare quei pericolosi animali e portarli a Tirinto.

L’eroe, armato di spada, arco e clava, si imbarcò per raggiungere il Mar Nero, accompagnato da alcuni soldati: era consapevole del rischio che avrebbe corso e sapeva con certezza che il gigante avrebbe difeso le cavalle a tutti i costi.

Appena sbarcato Ercole affrontò il gigante Diomede, mentre i suoi uomini correvano alle stalle per prendere le cavalle.

Diomede era alto e fortissimo, ma Ercole riuscì a sconfiggerlo a colpi di clava e di spada. Poi risalì sulla nave, portando con sé le feroci cavalle.

Euristeo ne fu molto soddisfatto, ma per una distrazione i soldati si lasciarono sfuggire le cavalle che, al galoppo, raggiunsero il monte Olimpo, la dimora degli dei.

Gli dei, allora, diedero ordine alle bestie feroci, che facevano la guardia al regno di Zeus, di uccidere le mostruose cavalle e così fecero.